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MOVING BELL TOWERS

ZAFOS XAGORARIS
27 OTTOBRE - 30 NOVEMBRE 2012
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Zafos Xagoraris - Paintings
Zafos Xagoraris - Moving Bell Towers 2012 . Exhibitions View at dispari&dispari project


MOVING BELL TOWERS 

COMUNICATO STAMPA: dispari&dispari project – Reggio Emilia inaugura Sabato 27 ottobre 2012 'Moving Bell Towers', una mostra personale dell'artista greco Zafos Xagoraris sul tema del suono. L'evento curato da Andrea Sassi e Massimiliano Scuderi presenta al pubblico una serie di opere pittoriche inedite, un video girato nella provincia di Reggio Emilia e una grande installazione sonora appositamente realizzata per l'evento. Tre Torri Campanarie di circa 6 metri di altezza con campane sulla sommità azionate da battenti automatici, sono libere di muoversi nello spazio espositivo ad ogni rintocco programmato del battente, trasformando la forza del suono e della vibrazione in energia cinetica. Ogni elemento dell'opera è programmato per rintoccare ad orari prestabiliti, l'insieme genera un concerto in constante evoluzione ed un fiume proiettato sulla parete sembra alludere alla propagazione del suono attreverso il moto ondoso che ne caratterizza la propria superficie. L'esposizione è aperta al pubblico fino al 30 Novembre 2012. Per maggiori informazioni perfavore visita: dispariedispari.org

* Questo evento è stato reso possibile grazie al contributo della Fonderia Capanni in Castelnuovo Monti (RE).


BIOGRAFIA ARTISTA: Zafos Xagoraris (Atene, 1963) ha studiato presso la Scuola di Belle Arti di Atene e il Massachusetts Institute of Technology (MIT). Ha un dottorato di ricerca al dipartimento di Architettura della Università Nazionale Tecnica di Atene, ha insegnato presso l'Università di Patrasso quella di Sassari e attualmente insegna presso la Scuola di Belle Arti di Atene. E’ 'stato visiting professor presso la Columbia University, NY, (2004) e invitato a presentare il suo lavoro presso la University of Illinois a Chicago, Accademia di Belle Arti, Monaco di Baviera, l'Università D'Annunzio, Pescara, IUAV, Venezia, Accademia di Belle Arti, Palermo, School of Visual Arts, New York e altri. Ha all'attivo diverse mostre personali in tutto il mondo e la sua opera è costituita da disegni, video e  installazioni pubbliche con meccanismi di amplificazione del suono. Ha partecipato in prestigiose esposizioni come: Sotto Quale Cielo, Museo Riso, Palermo, 2011, ETICO_F, Termini Imerese, 2010, Manifesta 7, 2008, 1° Bienale alla Fine del Mondo, 2007, 1° Biennale di Salonicco, 2007 e alla 27° Biennale di Sao Paulo. E’ stato uno dei curatori del Padiglione Greco alla Biennale di Architettura di Venezia nel 2004 e alla 2° Biennale di Atene nel 2009.


Zafos Xagoraris - Paintings & Installation
Zafos Xagoraris - Moving Bell Towers 2012 . Exhibitions View at dispari&dispari project


MOVING BELL TOWERS 


PRESS RELEASE: dispari&dispari project - Reggio Emilia opens on Saturday, October 27, 2012 'Moving Bell Towers', a solo exhibition of the greek artist Zafos Xagoraris on the theme of sound. The event curated by Andrea Sassi and Massimiliano Scuderi presents to the public a series of new paintings, a video shot in the province of Reggio Emilia and a large sound installation created specifically for the event. Three Bell Towers of about 6 meters tall, with bells on top played by automatic hammers, are free to move in the exhibition space at each chime programmed, turning the power of sound and vibration into kinetic energy. Each element of the opera is programmed to chime at fixed times, the set generates a concert in constant evolution. A river projected on the wall, seems to allude to the propagation of sound through the wave motion which characterizes its own surface. The exhibition is open to the public until November, 30, 2012. For more information please visit: dispariedispari.org

* This event has been possible with the support of Fonderia Capanni in Castelnuovo Monti (RE).


ARTIST BIOGRAPHY: Zafos Xagoraris (Athens, 1963) studied at the Athens School of Fine Arts and the Massachusetts Institute of Technology (MIT). He has a PhD in the Department of Architecture at the National Technical University of Athens University, has taught at the University of Patras that of Sassari and currently teaches at the School of Fine Arts in Athens. He was a visiting professor at Columbia University, NY, (2004) and invited to present his work at the University of Illinois at Chicago Academy of Fine Arts, Monaco of Bavaria, D'Annunzio University, Pescara, IUAV , Venice, Academy of Fine Arts, Palermo, School of Visual Arts, New York and others. He has had several solo exhibitions around the world and his work consists of drawings, videos and installations with public mechanisms of amplification of sound. He has participated in prestigious exhibitions such as: Sotto Quale Cielo, Museo Riso, Palermo, 2011, ETICO_F, Termini Imerese 2010, Manifesta 7, 2008, 1st Bienale in the End of the World, 2007, 1st Thessaloniki Biennale, 2007 and 27 Biennial of Sao Paulo. He was one of the editors of the Greek Pavilion at Venice Architecture Biennale 2004 and in the 2nd Athens Biennale 2009.


Zafos Xagoraris - Bell
Zafos Xagoraris - Moving Bell Towers 2012 . Exhibitions View at dispari&dispari project



MOVING BELL TOWERS di Massimiliano Scuderi

Nell’Atene di oggi, i trasporti pubblici si chiamano metaphorai. Per andare a lavoro o rientrare a casa, si prende una “metafora” – un autobus o un treno. Così Micheal De Certeau introduce nel libro L’invenzione del quotidiano il concetto di spazio  come racconto legato all’esperienza dell’individuo che si oppone  alle convenzioni costrittive dell’ambiente costruito e dell’ordine sociale. I racconti come metaphorai appunto rappresentano la capacità del singolo di organizzare i propri transiti e di tradurre le esperienze, individuali o collettive, dei luoghi. Il racconto determina quindi la creazione di teatri d’azione, cioè ha una funzione fondativa per le imprese e gli atti a venire, creando il contesto entro il quale dare forma a nuovi accadimenti. Moving bell towers di Zafos Xagoraris, promosso e realizzato dalla galleria Dispari & Dispari project di Reggio Emilia, è nato all’indomani del sisma che ha colpito l’Emilia Romagna nel maggio di quest’anno. Il progetto consiste nella realizzazione di tre torri campanarie mobili di dimensioni approssimativamente di due metri per due di base e tre altezze diverse, rispettivamente di cinque, sei e sette metri d’altezza.

La mostra nella galleria  è in sé il racconto di una liturgia laica, di cui fanno parte, oltre alle tre torri,  alcuni disegni preparatori e un video. Quest’ultimo documenterà l’azione di una gru che, fungendo da campanile, ha assicurata alla sua sommità una delle tre campane di bronzo. La campana, trasportata attraverso il territorio del sisma,  giungerà sulle rive del fiume Po. A quel punto la campana verrà abbassata sul pelo del fiume per lambirne l’acqua. I movimenti liturgici della torre/gru ribattezzeranno simbolicamente la campana, che sarà spostata per tutto il territorio circostante dove ne sia udibile il suono.



Zafos Xagoraris - Installation
Zafos Xagoraris - Moving Bell Towers 2012 . Exhibitions View at dispari&dispari project

L’azione documentata nel video ha a che fare con la reversibilità dell’idea di  monumentalità e di stabilità delle torri stesse, sottolineando la loro vulnerabilità e temporaneità. Già in precedenza l’artista era ricorso all’impiego di campane per materializzare il concetto di limite oppure, nel caso dell’inclusione del loro suono in volumi chiusi o semi-chiusi, per minimizzare e adattare ad una scala diversa l’ampiezza dell’emissione sonora della campana, come in Enclosed Bell del 2004. Circa l’instabilità delle torri campanarie, l’attenzione è incentrata, invece che sull’immagine e sul suono, sulle vibrazioni e sul senso tattile indotto. Si comprende facilmente come l’operazione coinvolga inevitabilmente le comunità locali e come sia finalizzata alla riacquisizione del territorio dei centri terremotati da parte dei suoi abitanti, proprio attraverso le torri campanarie ed il loro suono.

Questo tipo di intervento, al di là delle ovvie specificità del sito, rappresenta per Xagoraris il ritorno ad alcuni topoi linguistici quali la determinazione di un limite e la capacità del suono di una campana di segnare il perimetro dell’appartenenza  di una comunità ad un territorio. Basti pensare nel primo caso a lavori come Arcer del 2002, in cui Xagoraris disegna un perimetro circolare intorno al suo corpo, scoccando alcune frecce con un arco. Il limite pone in essere un confine tra un dentro e un fuori, tra uno spazio privato ed uno pubblico, attraverso un atto che è fondativo, generato dalla sola energia fisica. Il limite esprime l’esercizio di un potere su un territorio (la parola stessa deriva etimologicamente dal latino térreo che significa incutere paura): l’arco è pur sempre un’arma e la freccia scoccata, lo strumento per  esercitare sullo spazio una minaccia. Questi spazi vengono quindi generati dall’azione dell’artista e possono essere ricondotti alla definizione che Michel Foucault diede, in una sua celebre conferenza del 1967 al Cercle d’etudes architectuales di Tunisi, di spazi altri, meglio conosciuti con il termine di eterotopie. Gli effetti delle azioni di  Zafos Xagoraris nello spazio possono rientrare nella definizione per cui altri luoghi reali che si trovano all’interno della cultura  vengono al contempo rappresentati, contestati e sovvertiti, una sorta di luoghi che si trovano al di fuori di ogni luogo, per quanto possano essere effettivamente localizzabili. In questo senso l’operazione di Reggio Emilia costituisce un esempio emblematico: la torre campanaria mobile rappresenta un’eterotopia che permette alla comunità colpita dal disastro, come direbbe Foucault, di ritornare verso di sé, di ricollocarsi e ricostituirsi là dove è, in una dimensione che è virtuale e reale al contempo.



Zafos Xagoraris - Paintings & Installation
Zafos Xagoraris - Moving Bell Towers 2012 . Exhibitions View at dispari&dispari project


Lo stesso Xagoraris definisce il suono della campana come uno strumento di definizione di un’area, di una zona di appartenenza; il suono determina un limite percettivo e sensibile che inscrive gli abitanti di un luogo all’interno di una comunità o, in gergo religioso, descrive l’appartenenza ad una parrocchia.

E’ evidente che l’azione di riportare una torre campanaria anche se  temporaneamente sui luoghi del sisma, riapre inevitabilmente le ferite delle vittime del sisma; la torre, e lo stesso suono della campana, rappresentano un feticcio che implica una duplice reazione emotiva e psicologica degli abitanti: da una parte la percezione della realtà, la distruzione, ciò che rimane dopo il sisma, le macerie e il ricordo di ciò che era; dall’altra, la parte desiderante che rifiuta l’evidenza della realtà, negando persino la percezione delle cose. La torre campanaria veicola un’ elaborazione contraddittoria del lutto, è insieme reale ed irreale, affermato e negato.

Questo discorso ne introduce inevitabilmente un altro che ha stretta relazione con l’arte: il tempo. Ma che qualità ha il tempo in questo lavoro di Zafos Xagoraris? La dimensione introdotta è ovviamente quella relativa all’essere hic et nunc, all’essere contemporanei. Questa condizione implica appunto una sfasatura, un anacronismo nella relazione tra l’appartenenza al proprio tempo e la presa di distanza da esso. Dice Agamben, parlando di coloro che al contrario combaciano perfettamente con la propria epoca: non sono contemporanei perché, proprio per questo, non riescono a vederla, non possono tenere fisso lo sguardo su di essa. Ecco quindi il valore intrinseco del feticcio di Xagoraris, uno strumento in grado di esprimere una delle sue qualità principali: l’essere contemporaneo come valore progettuale, mettendo in relazione il passato con ciò che è immanente, capace così di prefigurare il presente.

Un aspetto più generale dell’opera è quello strategico nell’impiego da parte dell’artista di oggetti presi dalla realtà quotidiana e familiare dell’ individuo, al limite dell’archetipico. Solitamente Xagoraris  realizza i propri interventi utilizzando macchinari e oggetti già presenti nella vita quotidiana, a volte anche segnati dall’uso e dal tempo, non certo per una mera questione di estetica, ma per una scelta precisa che potremmo definire di antimonumentalità e di destino dell’opera d’arte.



Zafos Xagoraris - Installation
Zafos Xagoraris - Moving Bell Towers 2012 . Exhibitions View at dispari&dispari project


Queste scelte coincidono con il disinteresse da parte dell’autore verso la forma fine a se stessa, in un mondo di oggetti assoluti in cui non esistono problemi; Xagoraris, al contrario, privilegia l’aspetto strumentale della forma per esprimere concetti chiari e innescare processi partecipativi. Questo atteggiamento culturale si riferisce chiaramente ad altre esperienze artistiche precedenti, da Duchamp in poi, come il Situazionismo, l’Arte Concettuale o ancora la Land Art, ed è partecipe di un processo di graduale smaterializzazione dell’opera d’arte in atto da molti decenni nel mondo dell’arte; egli ha adottato questa posizione critica attraverso, ad esempio, l’impiego del suono; sebbene anch’esso implichi questioni formali, ha spesso la valenza di un object-trouvé nel senso di un  prodotto spontaneo prelevato da ambiti reali e decontestualizzato come per il lavoro Avenida Rio Branco - the sound of Acre, per la Biennale di San Paolo del 2006: le registrazioni dei suoni della foresta amazzonica raccolte in un’area compresa tra Brasile, Bolivia e Perù vengono trasmesse da altoparlanti trasportati dai cartoneros per le vie commerciali della città.

Possiamo dire che con Xagoraris l’orinatoio di Duchamp subisce un ennesimo spostamento: dallo spazio della galleria o del museo ritorna nella realtà quotidiana, ma non per ripristinare la sua funzionalità originaria,  ma in quanto il nuovo contesto per l’arte contemporanea è la realtà quotidiana. Negli ultimi decenni la ricerca artistica, anche a causa degli effetti della globalizzazione e degli stravolgimenti geo-politici internazionali, si è rivolta verso tematiche  sociali. L’artista al giorno d’oggi pone l’accento sul recupero di una capacità desiderante autonoma o collettiva rispetto ad uno spazio condiviso che può essere risignificato o ancora compreso e svelato. Xagoraris appartiene a quella schiera di artisti che pensano all’opera d’arte come utopia realizzabile, al limite dell’offerta di un servizio rivolto alle comunità che incontrano, mettendo in campo col proprio fare processi identitari, più che  produzione di oggetti. I suoi lavori implicano un approccio sinergico e di condivisione e conducono a riflessioni universali, in cui non è difficile intravedere l’atteggiamento etico dell’artista.

Punto terminale del processo di smaterializzazione dell’opera d’arte è rappresentato, quindi, dal nuovo posizionamento del ruolo dell’artista nella società contemporanea che implica la condivisione di nuovi valori e di responsabilità per cui sarà sempre più portato verso la produrre servizi immateriali più che oggetti.


Massimiliano Scuderi
 
 
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Andrea Sassi e Massimiliano Scuderi
Zafos Xagoraris
Location Industriale
Via V.Monti 25, Reggio Emilia
Sabato 27 ottobre, ore 18.00
Dal 28 ottobre al 30 novembre 2012
+39.335.6097304
+39.0522.557344
info@dispariedispari.org
www.dispariedispari.org
www.xagoraris.net

Fonderia Capanni

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